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La Storia

I pupi (dal latino pupus, i, ‘bambino’) rappresentano uno dei prodotti più originali della cultura siciliana. Si tratta delle tipiche marionette armate di quel teatro popolare, di presunta origine spagnola, che fu attivo a Napoli e, in particolare, dagli inizi del XIX secolo, in Sicilia, dove raggiunse rapidamente enorme popolarità. Silvio D’Amico li ha definiti ”il fenomeno teatrale italiano più importante dopo la Commedia dell’Arte ed il Melodramma”.

Il materiale tematico per gli spettacoli dei pupi è fornito dalle leggendarie gesta di Orlando e degli altri paladini di Francia, di Carlo Magno contro i Saraceni e, in genere, dei personaggi del mondo cavalleresco comuni al repertorio dei cantastorie.

I pupi esprimevano un’idea epica e drammatica del mondo: nelle varie contrapposizioni tra Bene e Male, cristianesimo e paganesimo, lealtà e tradimento, rispetto o disdegno delle regole sociali, emergevano conflitti e aspirazioni del sentimento popolare della gente, in una Sicilia da sempre teatro di diverse civiltà e di molteplici e antitetiche fedi religiose. Il teatro dei pupi si caratterizza proprio per la trasmissione di alti codici etici di comportamento quali la cavalleria, la lotta per la giustizia e la fede, l’alto senso dell’onore unitamente alla spinta alla difesa dei propri valori contro ogni logica di rassegnazione e sottomissione. È un teatro che riesce a riprodurre in maniera sublime quel sentimento epico ed eroico che dalle Chansons de geste ai capolavori di Boiardo e Ariosto segna la formazione di una visione etica e poetica del mondo.
Soprattutto nel passato, gli spettacoli erano caratterizzati da una straordinaria partecipazione e identificazione del pubblico che, non di rado, è sceso materialmente in campo in difesa dell’eroe buono – un Orlando, o un Rinaldo, o un Ruggiero – minacciato dal cattivo Gano di Maganza o dal moro Rodomonte.

Anche se ai giorni nostri l’Opera dei pupi non gode più dei fasti degli anni precedenti, essa continua a mantenere ben salda la sua intensa carica di tradizione e di simbolo forte della cultura siciliana.
Punto di riferimento fondamentale per la salvaguardia di tale patrimonio artistico è oggi il Museo delle Marionette “Antonio Pasqualino”di Palermo che accoglie circa tremila pezzi tra pupi, marionette e ombre sceniche, nonché una sezione dedicata alle marionette provenienti dall’estremo oriente ed alcuni esempi di marionette napoletane. I pupi siciliani vantano, inoltre, un riconoscimento assegnato a poche altre espressioni culturali e tradizionali: nel 2001, infatti, sono stati proclamati dall’Unesco «Capolavori del Patrimonio Orale e Immateriale dell’Umanità».

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